Birrificio Baladin Birra Artigianale: tra storia e gusto | Sposini in viaggio

Abbiamo visitato Piozzo (CN) in Piemonte dietro suggerimento e invito della simpaticissima Anna Tognella, la moglie del sindaco del paese che ci ha accompagnati alla scoperta di un nuovo mondo, quello della birra artigianale.

Dopo aver visitato il paesino delle Langhe ci siamo diretti presso il birrificio Baladin Birra Artigianale di Teo Musso. Insomma, un’iniziativa particolare, coraggiosa e rivoluzionaria quella di aprire un birrificio in zona Langhe conosciuta per il buon vino, ma Musso con il suo spirito giovanile e pieno di entusiasmo porta avanti il suo progetto con grande onore.

La storia del birrificio Baladin Birra Artigianale

La storia raccontata personalmente da Teo Musso, il fondatore del birrificio Baladin Birra Artigianale, è stata ricca di informazioni, allegra e coinvolgente. La sala dove si è svolto il racconto era piena di gente proveniente da Torino, Milano, Liguria, Potenza, insomma un po’ da tutte le parti. Realizza da ben 15 anni queste visite nel suo birrificio.

Teo Musso è nato a Carrù e vive a Piozzo (CN). Inizia il suo racconto regalandoci una risata con una sua esclamazione, aveva la luce puntata negli occhi. Prima di iniziare il racconto di Teo vorrei precisare che si scrive Baladin ma si legge con la “e”, ovvero Baladen e no, il suo cognome è Musso anche se tutti lo conoscono con il nome del birrificio. Baladin tradotto dal francese all’italiano significa “racconta storie”.

Il racconto, dopo l’esclamazione, inizia parlando del suo rapporto con il parroco del paese, mancato di recente, raccontando poi la sua infanzia partendo dalle sue radici. Una famiglia di contadini semplice ma unita che gli ha insegnato i veri valori della vita.

Inizia a lavorare come fabbro con il fratello, ma il suo spirito ribelle lo porta a seguire un circo arrivato in paese, scappando letteralmente con loro in giro per 13 giorni, finché fortunatamente viene rintracciato dal fratello che lo fa tornare al lavoro.

Acquisisce il bar del paese, precisamente una vecchia osteria inattiva da ben otto anni, aprendo un locale di birra e musica, che quest’anno festeggia 2500 concerti. Qui anche i Subsonica (gruppo musicale, per chi non lo sapesse) hanno scritto il loro disco.

Teo è sempre stato un rivoluzionario sin dalla giovane età, quando il padre gli faceva bere a 16 anni i primi sorsi di vino per dimostrargli che stava diventando grande, ma lui, a un certo punto, si ribella decidendo di bere birra. Un atto di forza e coraggio in un ambiente familiare dove regnano l’educazione e il rispetto. Ma Teo è fatto così, uno spirito libero. Inizia a bere birra a Montecarlo mentre è in vacanza da suo zio.

Apre così il suo birrificio il 14 luglio 1986 e parte letteralmente a bomba, dove viene raggiunto da tutta la provincia di Cuneo, sconvolgendo così il piccolo paese abituato alla tranquillità e a poca gente.

A fine degli anni ’80 riesce a inserire fino a 250 birre alla carta diventando così il primo in Italia. Dopo di ciò inizia un nuovo progetto: fare una discoteca sui pattini. In meno di due mesi aprono a Strasburgo, chiudendo però poco dopo. Dopo questo evento conosce una persona che gli propone di aprire un pub dove produrre birra in miniatura.

Musso nella sua vita ha viaggiato per approfondire la sua conoscenza sulla birra, andando così in Belgio dove ha instaurato delle collaborazioni importanti. Il suo primo impianto è stato realizzato da lui utilizzando vasche di latte usate. Crea così una fabbrica di birra in un garage, producendo birre profumate e cambiando etichetta, realizzandola a forma di tendone da circo e dando il nome a una delle due birre create con il nome del figlio. Porta le birre nei ristoranti, facendo sostituire il vino con la birra. Inizia ad andare in TV e sui giornali e realizzano anche un libro con la sua biografia.

Successivamente prende il pollaio del padre, dove iniziò a fare fermentazione e imbottigliamento, collegando così il birrificio dal pollaio passando da sotto il paese.

Nel 2005 ottiene un importante premio per la birra, creando una rivoluzione nel mondo della birra: quella da annusare.

Successivamente disegna un bicchiere da birra, va in Germania per promuovere il suo progetto e lo accettano. Rivoluzionando anche qui il modo di bere la birra.

Nel 2006 inizia un nuovo percorso iniziando a fare le prime coltivazioni di luppolo e poi crea una birra tutta italiana chiamandola Nazionale. Nel 2021 ottengono 350 ettari di coltivazione, mentre nel 2008 lascia il pollaio e si sposta in un allevamento di tacchini e nel pollaio realizza una cantina.

Nel 2014 si innamora di una cascina diroccata che diventa il Baladin Open Garden dove da un lato c’è il birrificio con la sua produzione mentre dall’altro lato c’è il ristorante.

La storia di Teo Musso e del suo birrificio è terminata, ma non ti ho raccontato tutto perché ti invito a presentarti domenica mattina e ad ascoltarla personalmente. Il racconto non è per niente noioso, anzi l’ho reputato interessante, informativo e allegro, anche grazie allo spirito giovanile e simpatico del fondatore.

Per prenotare la tua visita, ti consiglio di compilare il modulo sul suo sito ufficiale inserendo il tuo nome, il giorno in cui preferisci fare la visita (ricorda, solo la domenica mattina) e il numero di persone. Il costo è di 10,00 euro a persona. Dopo aver ascoltato la sua storia, sarai diretto al birrificio, dove potrai vedere la loro azienda, dagli uffici alla produzione, perdendoti tra profumi e colori. Inoltre, qui approfondiranno il discorso sulla produzione della birra artigianale.

Ecco alcuni scatti delle porte degli uffici del Baladin Birrificio Artigianale, giusto per farti capire lo spirito di Teo Musso.

Di seguito trovi alcune foto dell’interno dell’azienda dove abbiamo anche visto un breve ma significativo ed emozionante video.

La visita al birrificio termina con un assaggio di qualcosa che, se non lo sai, non puoi definire birra, anche se in realtà lo è. Io non sono una grande bevitrice, anzi io e mio marito beviamo in rare occasioni, ma la birra di Teo Musso ci ha talmente conquistati che abbiamo acquistato due bottiglie.

Birra Baladin
Birra Baladin

Liscia, profumatissima e… Teo, posso dire liquorosa? Insomma, ripeto, se non mi avesse detto che era una birra l’avrei confusa per un liquore. Deliziosa, non ho mai assaggiato nulla di simile. Pensa che quando sono ritornata la sera a casa con il bicchiere in mano (sì, ti regalano il bicchiere) sentivo ancora il suo profumo. Birra invecchiata 9 anni, dal colore né biondo né rosso e dal sapore di liquore. Devi assolutamente assaggiarla. Purtroppo non ho scattato la foto del bicchiere pieno per farti capire meglio il suo colore, ma ti mostro comunque il bicchiere ideato da Teo.

Bicchiere Baladin
Bicchiere Baladin

Anche questa nostra visita è terminata. Ritorneremo sicuramente al birrificio in occasione della festa della zucca, che solitamente si svolge il primo weekend di ottobre.

La mia visita al birrificio Baladin Birra Artigianale

Le ore trascorse con Teo Musso sono volate; il suo sorriso e il suo modo di fare hanno conquistato i visitatori. La sua storia è molto interessante e incoraggia tutti a proseguire sulla strada scelta seguendo i propri sogni. Teo, dopo due idee andate male, non si è arreso e ha investito nuovamente, aggiungerei facendo centro! Teo insegna che la costanza, la determinazione e, in alcuni casi, anche la faccia tosta portano risultati.

Il breve video visto al birrificio mi ha colpito molto, deve essere compreso ma basta seguirlo con il cuore per avere i brividi sulle braccia.

Mi è piaciuta anche la zona uffici del birrificio, colorata e che dona un sorriso non solo al visitatore ma anche al lavoratore.

Dopo aver ascoltato il racconto di Teo Musso e visitato il birrificio, ci siamo accomodati a tavola presso il Baladin Open Garden, dove abbiamo gustato un ottimo stinco di maiale alla birra di Brune, un brasato con confettura di ciliegie e frutti di bosco servito con patate al forno. Il tutto accompagnato, rigorosamente, da un bicchiere di birra artigianale, optando per la più leggera, la Nazionale. Al ristorante hai la scelta tra piatti di carne, pesce, panini, focacce e insalate.

La visita al birrificio è stata una novità e abbiamo imparato molto su questa bevanda. Anche il locale dove abbiamo trascorso un’oretta e mezza con Teo era ben organizzato e ricco di immagini. Il tetto riprende l’idea di un tendone da circo. Ecco il suo interno.

Ci siamo trovati in un ambiente accogliente con persone innovative e cordiali. Anche il ristorante è ben strutturato, pulito e ampio, con un arredamento particolare e rustico.

Sono felicissima della mia esperienza e di aver scoperto questo posticino innovativo e diverso dal solito nel cuore delle Langhe.

Se sei di passaggio per Piozzo, non puoi non fare una tappa in questa birreria artigianale.

Segui il nostro itinerario su cosa vedere a Piozzo, delle sue panchine a tema realizzate da Anna Tognella e se hai tempo visita anche Belvedere Langhe e dintorni che si trova non molto distante.

Bene, il nostro viaggio nel mondo della birra artigianale termina con la presentazione visiva di Teo Musso.

Teo Musso fondatore del birrificio Baladin
Teo Musso fondatore del Birrificio Baladin

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3 risposte a “Birrificio Baladin Birra Artigianale: tra storia e gusto | Sposini in viaggio”

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Sono Roberta e insieme a mio marito Omar siamo sempre alla ricerca di luoghi nuovi da esplorare.

Amiamo viaggiare, fotografare ciò che ci emoziona e assaporare la buona cucina. Da poco abbiamo anche un camper che ci accompagna nelle nostre avventure, rendendole ancora più speciali.

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E’ proprio grazie al nostro travel blog Sposini in viaggio che ho scoperto una nuova strada professionale: oggi sono anche una Social Media Manager.

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